Artrosi nel Gatto

L’osteoartrosi e l’artrosi nel gatto sono patologie molto spesso sottovalutate. Riconoscere i segni della malattia è molto più complesso che nel cane affetto da artrosi. La raccolta dei dati anamnestici, cioè le osservazioni del proprietario, è di fondamentale importanza per rilevare i cambiamenti comportamentali e nello stile di vita che caratterizzano i problemi artrosici del gatto.

artrosi-nel-gatto

Esistono due forme di osteoartrosi: una primaria ed una secondaria.
La forma primaria colpisce una grande percentuale (fino all’89 %) di gatti affetti da problemi osteoarticolari. L’osteoartrosi primaria è idiopatica, vale a dire che non si riesce ad individuare un fattore scatenante, come può essere la degenerazione cartilaginea legata all’invecchiamento.
Esistono però anche patologie genetiche quali l’osteocondrodisplasia del gatto di razza Scottish Fold, una malattia autosomica dominante incompleta caratterizzata da deformità scheletriche quali coda corta, spessa e non flessibile, piedi più piccoli, carpi e tarsi di forma e dimensioni anomale e sviluppo progressivo di una grave osteoartrosi.
Nel siamese e nei gatti a pelo corto esiste una patologia da accumulo, la mucopolisaccaridosi tipo VI, che provoca deformità dei corpi vertebrali con malattia degenerativa delle faccette articolari associata a displasia dell’anca e osteoartrosi ed è una malattia genetica ma autosomica recessiva.

osteoartrosi-gatto

Le articolazioni più frequentemente colpite dall’artrosi sono anca, gomito, ginocchio, tarso e la colonna vertebrale, a livello dei segmenti compresi fra la settima e la decima vertebra toracica, ma soprattutto la regione lombare e lombosacrale.
E’ utile ricordare che le forme secondarie sono esito di malattie o patologie tra le più disparate: patologie congenite, infettive, infiammatorie, nutrizionali, immuno-mediate e traumi. Una delle cause maggiori è la displasia dell’anca, patologia assolutamente poco indagata nel gatto.
Tra le cause nutrizionali, in passato era molto frequente l’ipervitaminosi A, causata dall’alimentazione a base di fegato e cuore che provoca la cosidetta colonna a canna di bambù: tutta la colonna vertebrale si salda a formare un unico elemento appunto tipo una canna di bambù.
Diagnosi: un attenta valutazione da parte del proprietario è fondamentale per richiedere al veterinario uno studio radiografico per accertare od escludere la presenza di artrosi. Il riconoscimento nelle fasi iniziali permette di gestire al meglio il progredire della malattia e donare al nostro felino una vita senza dolore.

artrosi-del-gatto

Terapia: gli obiettivi della terapia comprendono il rallentamento della progressione dell’artrosi e la riduzione del dolore, con conseguente contemporaneo miglioramento della qualità di vita del paziente.
Nel gatto i tradizionali antinfiammatori non steroidei utilizzati per l’artrosi del cane possiedono un potenziale tossico maggiore ed un’elevata incidenza di effetti collaterali; per questo motivo si devono somministrare farmaci rigorosamente registrati per il gatto, utilizzando le dosi minime efficaci e cicli terapeutici di breve durata intervallati da periodi di sospensione adeguata. Il fai da te nei felini è quindi fortemente controindicato per i gravi rischi in cui si può incorrere. Nei felini, l’elevato rischio di tossicità dipende dalla scarsa capacità di metabolizzare a livello epatico questi farmaci.
Nel gatto l’utilizzo dei corticosteroidi per il trattamento dell’osteoartrosi è controverso: esiste infatti il rischio che dosaggi elevati e prolungati nel tempo possano favorire la degenerazione della cartilagine, tuttavia sono farmaci ben tollerati dal gatto e la somministrazione a bassi dosaggi e per brevi periodi di tempo può portare ad un miglioramento dei segni clinici.

Fortunatamente negli ultimi anni sono comparse formulazioni di condroprotettori e di tutti i farmaci che favoriscono una protezione/rigenerazione della cartilagine studiate appositamente per il gatto.
In generale quando si inizia un trattamento farmacologico, meglio se multimodale e con l’utilizzo di prodotti naturali associato a minime dosi di antifiammatori è necessaria una stratta collaborazione del proprietario per trovare la migliore gestione farmacologica prima di raggiungere un risultato ottimale.

L’utilizzo della fisioterapia è ancora poco diffuso per i felini, ma presso la Clinica Veterinaria Borgarello abbiamo definito, con ottimi risultati, una serie di protocolli per l’utilizzo della laser terapia nei gatti affetti da osteoartrosi.

Hai bisogno di informazioni? Compila il modulo sottostante.

Richiesta dagli articoli del sito
Invio

FacebookTwitterGoogle+Google GmailPinterestLinkedIn
This entry was posted in Senza categoria. Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>