Displasia nel Cane Adulto

Abbiamo imparato “cos’è la displasia dell’anca” nel cucciolo, come si sviluppa, come si diagnostica e come si manifesta (link all’articolo).

Passiamo ora a parlare del cane adulto con displasia dell’ anca ovvero di un soggetto che ha terminato l’accrescimento, su cui non si possono più eseguire interventi in grado di prevenirne lo sviluppo. Questa patologia provoca difficoltà di movimento e dolore, motivo per cui è importante sapere come affrontare e gestire al meglio la situazione. I segnali che ci arrivano dal nostro cane sono discontinui, con periodi in cui i sintomi sembrano scomparire e altri in cui si manifestano in maniera anche eclatante. La displasia dell’anca tende a peggiorare gradatamente e in maniera irreversibile: ad ogni step la lotta per aiutare il nostro amico a quattro zampe diventa più impegnativa e più complessa.
Per poter comprendere meglio qual’è l’evoluzione della patologia e come si può aiutare il proprio cane nelle varie fasi di progressione, distinguiamo innanzitutto i soggetti giovani dagli adulti.

Nel primo gruppo si collocano animali con età compresa tra uno e tre anni, con una aspettativa di vita molto lunga e, tendenzialmente, grande vivacità. In questo ambito troviamo, poi, differenti situazioni legate alla gravità della malattia:
Cane Giovane, lieve displasia: animali che non hanno sintomi, giocosi, vitali e sani, di cui non direste che possa esserci un problema alle ANCHE. La diagnosi solitamente è casuale, ad esempio in corso di indagine, anche tardiva, svolta per certificare la displasia o di un esame dettato da altri motivi. La situazione radiografica può essere rappresentata da un grado C delle radiografie ufficiali, con lievi alterazione ossee e presenza di lassità articolare poco marcata.

displasia-cane

Cane Giovane, media displasia: cani giocosi, vitali, che non hanno sintomi molto evidenti ma, talvolta, mostrano qualche lieve segno dopo l’esercizio fisico. Anche in questo caso la diagnosi può essere casuale o successiva ad approfondimenti su problematiche già viste da cucciolo ed in lieve peggioramento. La situazione radiografica può essere paragonata ad un grado D della classificazione ufficiale con un inserimento delle teste del femore insufficiente e lievi alterazioni ossee.
Come procediamo in questi due casi:
seguiamo un approccio “a misura di paziente”, analizzando innanzitutto l’ambiente in cui vive , le condizioni generali, lo stile di vita e le eventuali aspettative sul piano atletico. Fatto questo, passiamo ad una attenta visita clinica e ad un accurato studio radiografico in anestesia (di brevissima durata e completamente reversibile). Ben sapendo che queste forme tendono a evolvere negli anni, prepariamo un piano terapeutico specifico che mira a ridurre e contenere il peggioramento della patologia, al fine di evitare una gestione chirurgica in futuro. Controlli successivi e cadenzati nel tempo permetteranno, all’occorrenza, di variare la terapia in modo attento e tempestivo.
Cane Giovane, grave displasia: cani che presentano sintomi dopo l’esercizio fisico, che ci “mettono un po’ ” ad alzarsi e che corrono a coniglio. La diagnosi viene fatta in seguito a visite ortopediche a cui si giunge perché l’animale “ha sintomi”, non sta bene! La situazione, se pur non drammatica, va affrontata in modo serio e deciso per garantire in prima istanza un trattamento del dolore e dell’infiammazione e, nel breve periodo, una soluzione ottimale per la vita del nostro cane.
Cane Giovane, gravissima displasia: cani che si alzano con difficoltà, che sono riluttanti a fare esercizio, che tendono a sedersi dopo pochi passi e che ringhiano se toccati malamente sul fondo della schiena. Questi segni indicano un elevato grado di fastidio per l’animale, sicuramente molto dolore e una qualità della vita non decorosa.
In questi casi il trattamento non può essere rinviato nel tempo, è un nostro dovere morale affrontare e risolvere al più presto la situazione venuta a crearsi.
Come procediamo: partiamo con un’attenta valutazione del singolo paziente, una raccolta dettagliata delle informazioni, uno studio radiografico delle alterazioni presenti condotto in anestesia, la ricerca di eventuali altri problemi concomitanti, sia di natura ortopedica che di natura medica. Alla luce di tutti questi dati, proponiamo al proprietario una o più soluzioni mediche e chirurgiche (Quando Curare, Quando Operare) per ridare serenità e una prospettiva di vita attiva e senza dolore al suo amico a quattro zampe.

Affrontiamo ora il discorso sul cane adulto ovvero soggetti con età compresa tra i tre e i cinque/sette anni, con differenze derivanti dalla taglia ed altri fattori. Per i sintomi rimandiamo alla classificazione fatta per il cane giovane.
Cane Adulti Lieve Displasia: la classe è sovrapponibile a quella dei giovani con lieve displasia, ma le aspettative future sono migliori: se la displasia, pur presente non è peggiorata fino al momento in cui li sottoponiamo ad esame radiografico (adulto 3-7 anni), con poco ma attento sforzo, dovremmo riuscire a portarla avanti senza problemi fino in età geriatrica.
Cani Adulti Media Displasia: probabilmente erano dei giovani con lieve displasia che stanno pian piano peggiorando; vanno valutati attentamente perché, se non gestiti correttamente, la situazione potrebbe aggravarsi negli anni a venire e crearci dei problemi.
Cani Adulti Grave Displasia: da giovani potevano avere una media displasia, non trattata adeguatamente, a cui si sono aggiunti fattori che hanno esacerbato l’evoluzione dell’artrosi. Ricordiamoci che la displasia dell’ANCA, e l’artrosi che ne consegue, è una patologia multifattoriale ovvero esistono differenti motivi per cui può tendere al peggioramento, quali: il sovrappeso o la comparsa di malattie concomitanti.
Il trattamento si sovrappone all’analoga categoria giovani, ma terrà conto con maggior attenzione delle patologie legate all’età più avanzata.
Cani Adulti Gravissima Displasia: idealmente cerchiamo di non averne perché sono soggetti che hanno manifestato sintomi in età giovanile e, pertanto, dovrebbero esser già stati trattati all’epoca. Nel caso, però, di un riscontro di questo tipo, la tempestività diventa la parola d’ordine. Sono soggetti con una pessima qualità di vita e non è immaginabile un invecchiamento in queste  condizioni.

Oltre all’età giovanile e a quella adulta, esistono ancora due classi di cani da considerare: i soggetti senior e i soggetti geriatrici. I primi sono cani in età adulta avanzata, tendenzialmente attivi o molto attivi che continuano a riempire la giornata del proprietario e condividono con lui molte esperienze. In questi animali probabilmente è più corretto parlare di artrosi che displasia in senso stretto.
Cani Senior con poca displasia (artrosi): sono soggetti che radiograficamente hanno qualche segno di artrosi, ma non particolarmente invalidante; manifestano lievi, saltuari e incostanti sintomi e non presentano alterazioni dell’umore e sono giocosi come dei cuccioli.
Cani Senior con media displasia (artrosi): come i precedenti, ma hanno “le giornate NO!” ovvero momenti in cui manifestano un evidente fastidio, che li porta ad essere riluttanti nel fare qualsiasi movimento.
Come procediamo in queste due categorie: dopo un attenta valutazione del singolo paziente, dall’anamnesi alla radiologia, si studia un piano combinato di terapie mediche che permettano al cane e al suo Amico Uomo di godere della reciproca compagnia ancora per molti anni, con una qualità di vita ottimale.
Cani Senior con Grave Displasia (artrosi): sono soggetti che hanno perso la loro vitalità, fanno esercizio con difficoltà e, a ben pensarci, “sembrano tristi”. Gli studi radiografici mostrano un’ importante artrosi che invalida il movimento e determina dolore. Questi cani necessitano di particolare attenzione in fase di valutazione e scelta terapeutica e, talora, possono divenire candidati per soluzioni chirurgiche importanti, unica via in grado di migliorare la loro aspettativa di vita e ridurre il dolore.

Per ultima, ma non meno importante, troviamo la categoria dei pazienti geriatrici ovvero tutti quei soggetti che, per età e patologie conseguenti, non possono più ricevere trattamenti di tipo protesico per eliminare il problema displasia/artrosi. Sono i nostri amici di sempre, con cui abbiamo condiviso una vita intera e che, ora, necessitano di massima assistenza e attenzione. La gestione del dolore e del benessere mediante terapie mediche continuative sono alle base delle nostre scelte per questo tipo di pazienti: l’obbiettivo è quello di garantire una qualità di vita accettabile e con meno dolore possibile, fino alla fine dei loro giorni. Questi cani necessitano di una attenta valutazione prima di procedere con terapie o quant’altro, spesso esistono patologie concomitanti che richiedono un trattamento.

Per maggiori informazioni contattaci via mail info@clinicaborgarello.it, telefona allo 0116471100 oppure compila il modulo sottostante.

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