Medicina Preventiva nel Gatto

Ogni gatto è una storia a sé, ma esistono problematiche differenti legate ai vari stadi di vita da affrontare in un’ottica di medicina preventiva ed è questo l’approccio scelto dalle nostre strutture cat friendly.

Convenzionalmente la vita del gatto viene suddivisa in 6 fasi

  1. gattino (dalla nascita a 6 mesi): è il periodo in cui si ha una rapida crescita ma non ancora maturità sessuale
  2. junior (dai 6 mesi ai 2 anni): durante questa fase il gatto completa la sua crescita, anche a livello sessuale, e impara a “vivere” e badare a sé
  3. giovane (da 3 a 6 anni): l’animale è maturo sia fisicamente che sotto il profilo comportamentale, nel pieno del suo vigore e vivacità
  4. adulto (da 7 a 10 anni): equivale, in linea di massima, ai nostri 40-50 anni
  5. senior (da 11 a 14 anni): considerabile un gatto nella terza età
  6. geriatrico (da 15 anni in poi): anche se spesso non lo dimostrano, animali di quest’età sono a tutti gli effetti molto anziani

Le questioni da gestire sotto il profilo medico risultano differenti a seconda dell’età da cui l’importanza di portare il proprio gatto dal veterinario lungo tutto il corso della sua vita.

med prev nostro approccio

Questi, in linea generale, sono i principali argomenti che tendiamo ad affrontare e trattare coi proprietari a seconda della fase di vita del gatto:

  1. gattino
  • stile di vita che dovrà affrontare e relative esigenze
  • piano vaccinale primario e motivi per cui viene consigliato
  • piano di sverminatura
  • nutrizione
  • sterilizzazione
  • opportunità e tempistica dei test per le principali malattie infettive
  • metodi di identificazione (microchip/medaglietta)
  • ambiente a misura di gatto
  • malattie congenite o difetti ereditari (gatti di razza)
  1. junior
  • prevenzione delle malattie infettive
  • malattie associate ad uno stile di vita misto (morsi, traumi)
  • richiami vaccinali
  • prevenzione dell’obesità in relazione alla sterilizzazione/castrazione
  • informazioni sull’andamento dei primi mesi di convivenza in famiglia
  1. giovane
  • richiami vaccinali
  • importanza di esami preventivi (monitoraggio funzionalità renale)
  • monitoraggio del cavo orale, frequentemente soggetto a patologie
  • monitoraggio del peso per prevenire l’obesità
  • eventuali patologie riscontrabili con frequenza: malattie gastroenteriche, basse vie urinarie, cardiomiopatie
  • arricchimento ambientale
  • qualsiasi evento reputato dal proprietario “fuori dalla normalità”
  1. adulto
  • patologie di maggior riscontro: obesità, diabete mellito, nefropatia cronica, ipertensione, ipertiroidismo, neoplasie, affezioni del cavo orale
  • confronto col proprietario per rilevare eventuali segni di malattia “sfuggiti” all’osservazione
  • pianificazione di controlli periodici in base alle esigenze del singolo caso
  1. senior
  • differenziare insieme al proprietario i segni d’invecchiamento da quelli di malattia
  • problematiche legate all’artrite
  • problematiche legate alla disfunzione cognitiva
  • diagnosi e gestione di malattie in corso
  • monitoraggio del calo ponderale
  • pianificazione di controlli periodici più ravvicinati (almeno ogni 6 mesi)
  1. geriatrico
  • stabilire le problematiche e le cure, talora palliative, per garantire la miglior qualità di vita possibile
  • gestione attenta del peso dell’animale
  • frequenza di controlli a misura di gatto

Medicina preventiva: ruolo del proprietario
Chiunque abbia a che fare coi gatti sa bene che non sono “piccoli cani”: il mondo felino è affascinante e complesso e merita un approccio e una gestione mirati a rispettarne dinamiche ed esigenze, non ultimo sotto il profilo sanitario. La cura del gatto parte da casa e pertanto importante che si instauri un reale rapporto di alleanza terapeutica tra il proprietario ed il veterinario al fine di garantiare una vita sana e serena all’animale: questo è un punto cardine nel nostro approccio cat-friendly.

Il gatto ha una sua unicità per ciò che riguarda la fisiologia, le malattie e le reazioni a farmaci e trattamenti; oltre a ciò tende a mettere in atto una serie di comportamenti mirati a mascherare il più possibile il proprio malessere il che ci impone di diventare un po’ “detective” quando si osserva il nostro amico felino!.

med prev proprietario

Esattamente come per noi umani, anche nel mondo felino una buona alimentazione, una buona forma fisica e del quotidiano esercizio aiutano a rimanere in salute. A questo bisogna aggiungere periodici trattamenti contro pulci, zecche e parassiti intestinali, anche per animali che vivono in casa, e regolari vaccinazioni con relativa visita dal veterinario, da programmare in accordo con quest’ultimo.

Il gatto domestico è rimasto strettamente legato ai suoi antenati in quanto a dimensione, forma, comportamento e fisiologia: retaggio della sua natura di cacciatore è il fatto di essere un carnivoro obbligato ovvero non è in grado di sopravvivere senza nutrirsi di carne. Questo significa che le esigenze alimentari dei felini sono del tutto particolari da cui l’importanza di fornirgli una dieta mirata e bilanciata. Alla luce di ciò è fondamentale sapere come sia praticamente impossibile ottenere tale obbiettivo utilizzando cibi casalinghi!. La palatabilità dell’alimento è data essenzialmente dalla combinazione di temperatura, consistenza particolare, odore e gusto. I gatti prediligono cibi tiepidi in memoria della loro vena predatoria e perché la maggior temperatura ne esalta l’odore e il gusto. E’ molto importante che gli si riservi posti tranquilli per nutrirsi: qualsiasi fattore di stress,compreso quello derivante da cattive condizioni di salute, portano l’animale a smettere di mangiare. In condizioni naturali i felini cacciano e consumano le prede lungo tutto il corso della giornata, nutrendosi con piccoli e frequenti pasti: questa tendenza dovrebbe essere rispettata nella gestione dell’alimento del nostro gatto domestico. Infine è molto importante gestire prevenire l’obesità, condizione che mette il gatto a rischio di gravi patologie, tra cui il diabete. Nella scelta dell’alimento più opportuno, bisognerebbe tener conto dello stile di vita del proprio animale nonché del fatto che, una volta sterilizzato, tenderà ad ingrassare con maggior facilità.

Il più comune tipo di pulci che colpisce i gatti è la Ctenocephalides felis. Sebbene la maggior parte dei felini può mostrare minimo o nullo fastidio nei confronti delle pulci, sono diversi i motivi per cui è opportuno fare regolare prevenzione:

  • le pulci sono portatrici di tenia (Dipilydium caninum) endoparassita dell’apparato digerente
  • le pulci potenzialmente possono trasmettere altri agenti infettivi tra gatti
  • le pulci adulte si nutrono di sangue: le infestazioni massive , soprattutto in gatti giovani, possono causare debolezza, anemia e persino morte
  • le pulci possono infettare il gatto con un batterio, Bartonella henselae, responsabile della malattia da morso di gatto dell’uomo
  • alcuni gatti possono manifestare patologie dermatologiche conseguenti ad allergia da morso da pulce
  • le pulci possono mordere anche l’uomo: trattare il gatto significa anche avere un buon controllo ambientale preventivo contro di esse
  • le pulci sopravvivono tutto l’anno e possiamo portarle anche noi in casa: anche i gatti che vivono soltanto indoor dovrebbero essere regolarmente trattati

Chiedere al proprio veterinario quali sono i metodi e le tempistiche più opportune per eseguire i regolari trattamenti antipulci nel gatto

Discorso analogo al suddetto vale per le zecche.

I parassiti intestinali più frequentemente riscontrabili nel gatto sono vermi tondi (Toxocara cati e Toxascaris leonina) e vermi piatti (Dipylidium caninum e Taenia taeniformis) sebbene non siano gli unici. La maggior parte dei felini infettati difficilmente mostrano segni evidenti ma, in casi di infestazioni massive o depressione immunitaria, questi endoparassiti possono causare perdita di peso, vomito, diarrea, disidratazione, irritazione della regione anale e ritardo di accrescimento; n rarissimi casi possono potenzialmente infettare anche l’uomo. Per tutte queste ragioni è importante eseguire regolari cicli di sverminazione: un tempo corretto è ogni sei mesi.

Vaccinare il proprio gatto è fondamentale per prevenire malattie importanti, talora mortali, oltre che per contribuire al ridurne la diffusione; è inoltre un’importante occasione per far controllare l’animale dal proprio veterinario e potersi confrontare su eventuali dubbi o problemi incontrati nel tempo. Esistono vaccini essenziali per qualsiasi gatto, anche coloro che vivono in casa, e altri il cui utilizzo è influenzato dallo stile di vita del nostro amico a quattro zampe. In linea generale il gatto va vaccinato a partire dai due mesi, non prima, con un richiamo dalla prima iniezione dopo 3-4 settimane e il successivo dopo 12 mesi. Dopo questo ciclo la frequenza di richiami è dettata dal tipo di vaccino, dalla malattia contro cui si vaccina e dall’area in cui vive l’animale: mediamente può andare da uno schema annuale ad uno triennale.

Infine un aspetto egualmente importante da affrontare col proprio veterinario è quello della sterilizzazione/castrazione. Qualora non si desideri far accoppiare il proprio animale, è altamente consigliabile procedere con la sterilizzazione nell’ottica di prevenire gravidanze indesiderate, comportamenti sessuali incompatibili con la convivenza in casa e malattie infettive anche gravi. Oltre a ciò per quanto riguarda le femmine la sterilizzazione può ridurre l’incidenza di tumori mammari ed eliminare l’eventualità di serie infezioni uterine (piometra), nel caso dei gatti maschi abbassa la frequenza di lotte tra conspecifici che risultano invariabilmente in ascessi e ferite per cui bisogna curare l’animale.

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