FCP Frammentazione del Processo Coronoideo

La frammentazione del processo coronoideo mediale dell’ulna (FCP) è una patologia ortopedica ereditaria che insieme ad altre patologie come l’osteocondrite disseccante (OCD) e la mancata unione del processo anconeo dell’ulna (UAP) fa parte di una sindrome denominata displasia del gomito. Queste patologie possono presentarsi singolarmente o associate tra loro e spesso colpiscono entrambi gli arti.

La FCP è una patologia dovuta all’incogruenza articolare causata dalla presenza di un radio più corto rispetto al normale o ad un alterato sviluppo dell’incisura semilunare dell’ulna. Questo determina un aumento del carico sul processo coronoideo mediale dell’ulna ancora in via di sviluppo e ne causa dapprima una fessurazione e successivamente alla frammentazione vera e propria associata ad alterazioni articolari permanenti.

FCP-PROCESSO-CORONOIDEO

Chi Colpisce?

La frammentazione del processo coronoideo colpisce i cani giovani (4-7 mesi di età) appartenenti a razze di taglia medio-grande come Labrador Retriever, Golden Retriever, Pastore Tedesco, Bovaro del Bernese, Rottweiler, San Bernardo, Sharpei e altre.
Negli ultimi anni sono stati segnalati casi di FCP anche in cani di taglia medio-piccola come, Beagle e Shetland.

Quali sono le manifestazioni cliniche?

I soggetti colpiti presentano zoppia sull’arto anteriore variabile per gravità e a volte intermittente. Nei casi più subdoli è presente solamente rigidità durante la deambulazione, riluttanza al movimento o andatura incerta. I sintomi si manifestano più frequentemente al mattino o dopo un periodo di riposo. Dopo alcune settimane dall’insorgenza della zoppia è possibile osservare una diminuzione della muscolatura dell’arto colpito a causa del suo mancato utilizzo.
FCPNei cani con patologia cronica è possibile palpare un rigonfiamento sulla porzione mediale della zampa dovuto all’ispessimento della capsula articolare del gomito ed allo sviluppo di artrosi.

Spesso è possibile per il proprietario osservare alcuni atteggiamenti caratteristici come l’adduzione del gomito e  l’extrarotazione della mano: il cane tende a tenere i gomiti vicini e le zampe anteriori aperte.

Come e quando si effettua la diagnosi?

Per diagnosticare la displasia del gomito si consiglia di effettuare una visita ortopedica ed un’indagine radiografica all’età di 5 mesi, anche se non sono presenti sintomi clinici. In questo modo è possibile diagnosticare precocemente questa patologia e arrestarne l’evoluzione prima che provochi danni irreversibili all’articolazione.
L’esame radiografico completo dell’articolazione è essenziale per evidenziare le alterazioni strutturali che caratterizzano la displasia del gomito e consiste in 3 proiezioni radiografiche:

– Proiezione medio-laterale neutra.
– Proiezione cranio-caudale con 15° di pronazione.
– Proiezione medio-laterale flessa a 45°.

L’importanza della diagnosi precoce:

Presso la Clinica Veterinaria Borgarello proponiamo all’età di 4,5 – 5 mesi, un’ indagine radiografica rivolta a cani di tutte le razze per diagnosticare precocemente le malattie ortopediche dell’accrescimento. Nel corso di questo studio si valuta la conformazione dell’articolazione del gomito e dell’anca.
La diagnosi precoce consente di intercettare la displasia nel momento più opportuno per il suo trattamento: non esiste infatti un’unica terapia per la displasia del gomito, dipende dall’età del cane, dalla gravità della lesione, dalla progressione dell’artrosi secondaria e dal grado di dolore.

Quali sono i trattamenti per la displasia del gomito?

Nei soggetti giovani,  dai 4 ai 5  mesi (massimo 6 mesi) in assenza di artrosi è possibile intervenire chirurgicamente per rimuovere la causa, diversità di accrescimento tra radio e ulna, effettuando una ostectomia ulnare distale (DUO) si ristabilisce la corretta congruenza articolare tra radio e ulna.
Al contrario nei soggetto in cui la FCP si sia già instaurata è necessario intervenire con la DUO associata alla rimozione dei frammenti cartilaginei articolari per via artroscopica o con una miniartrotomia. In questi soggetti la prognosi sarà più riservata perché alcune lesioni si sono già instaurate.
Nei soggetti più anziani, o nei soggetti con grave artrosi questo trattamento chirurgico non è sufficiente ed è necessario ricorrere ad una tecnica chirurgica innovativa chiamata PAUL (Proximal Abducting ULnar Osteotomy) che permette di spostare il carico dalla parte lesionata del gomito a quella sana creando una ridistribuzione delle pressioni sull’articolazione. La nostra clinica è abilitata all’esecuzione di questa tecnica brevettata.

Ora hai un’idea di cos’è la displasia  e come la affrontiamo nella nostra Clinica; ti invitiamo a consultarci fin d’ora per qualunque  necessità tua o del tuo amico a quattro zampe, per maggiori informazioni compila il modulo sottostante. Per prenotare una visita o un consulto chiamaci allo 0116471100.

 

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